Bedroom pop allo specchio: parlando con e di Ari Roar

Il 19 aprile 2019 è uscito per la Bella Union il secondo album di Ari Roar, "Best Behavior". Due anni fa, quando ancora il giovane songwriter americano non aveva pubblicato nemmeno il disco d'esordio, lo intervistavo per Kalporz :

Ari Roar, progetto mente ed anima di Caleb Campbell, è un'istantanea di pop music, di brani che girano attorno a dolci simbiosi tra voce e chitarra (sottotraccia anche tastiere e batteria). In continuo movimento, però. Le canzoni, contenute nell'EP "Patch me up" (2016, Golden Brown), infatti, hanno sì quella intimità delicata e quella leggerezza da testa sulle nuvole ma al contempo sanno sbocciare, come fiori primaverili, in melodie soffici e rotonde. La musica (guitar) pop da cameretta – definita in inglese bedroom pop – si apre, quindi, al mondo con quattro brani - "Dove", "Take Me Over", "Karate Again", "The Ointment" - che sono figli di luoghi e tempi diversi: la prima parte - o sarebbe meglio dire la prima fase - del disco nasce nel microcosmo del garage di casa di Campbell a Dallas (Texas), ma quasi subito si estende a una realtà più ampia: alla scena locale di Denton, tant'è che alla registrazione del disco partecipano due Midlake, McKenzie Smith e Joey McClellan mettono le mani su "Take Me Over" e "The Ointment"; il primo suona la batteria, il secondo fa da ingegnere del suono. Registrate e missate queste prime due canzoni, il raggio di azione, però, si ingrandisce ulteriormente: il giovane musicista prende e parte per Miami Beach, dove registra e missa "Dove" e "Karate Again". Il piccolo - la vita, la musica del singolo - confluisce nel grande, la vastità del territorio americano. In maniera naturale, però. Abbiamo voluto, quindi, contattare Caleb Campbell per un breve scambio di vedute sulla sua musica:

Domanda :
“Take me over”, la seconda traccia del tuo primo EP "Patch me Up" (o secondo, considerando la cassetta omonima pubblicata in formato digitale nel 2015), sembra la connessione persa tra Beatles ed Elliott Smith. Potrebbe essere un outtake di "Figure 8". Cosa ne pensi?
R:
Grazie, sono molto legato a entrambi, Beatles ed Elliott Smith. Quindi essere menzionato insieme a loro è leggermente surreale e gentile. Non so davvero esattamente dove stavo andando a parare, quando l'ho scritta e registrata. Mi piaceva semplicemente l'idea musicale nel ritornello, così ero entusiasta di farla uscire fuori lì.


D :
Nella tua pagina facebook ho letto che – ad agosto 2016 – stavi registrando un album con Hunter Davidsohn (già al lavoro con Frankie Cosmos e Porches), per me sembra la scelta giusta. Voglio dire, la musica di Frankie Cosmos ha un tocco morbido che possiamo trovare nelle tue canzoni. Bedroom pop al meglio. Stai ancora registrando con Davidsohn? E se sì, come sta andando? Perché l'hai scelto? O è solo un caso?

R :
Dopo essere stato un fan di Frankie per un paio di anni e aver ascoltato il disco "Next Thing", ho deciso di fare una piccola ricerca su chi stava producendo questi suoni meravigliosi. È così che ho trovato David. Gli ho scritto un'email contenente sample di canzoni, e abbiamo legato subito. A quel tempo stavo vivendo a Seattle, così sono partito per Binghamton per due settimane e andavo a lavorare con lui. È venuto benissimo e sono emozionato di pubblicarlo. Non posso dire quando sarà (la data di uscita, nda) ma rimanete sintonizzati.
D :
L’EP ha due vite al suo interno: se non erro, “Take Me Over” e “The Ointment” sono stati registrati nel tuo garage a Dallas durante l’estate (e infatti “Take me over” è così estiva) e missati ai Redwood Studios a Denton; invece “Dove” e “Karate Again” sono stati registrati e missati a Miami Beach, e in quest’ultime due canzoni hai suonato la batteria. Perché ti sei spostato dal Texas alla Florida? Questo viaggio ha influenzato il tuo disco? Dove vivi adesso?
R :
Adesso sono ritornato a vivere a Dallas. Dopo Miami sono stato per un po' a Seattle. Mi sono trasferito là con mio zio per circa otto mesi, soltanto perché ho pensato potesse un'esperienza figa. In realtà ho missato personalmente tutte le canzoni nella mia stanza da letto, la batteria di "Take Me Over" e "The Ointment" è stato soltanto registrata ai Redwood studios. Stare a Miami forse un po' mi ha influenzato, sebbene non direi molto. È stato davvero bello fare le pause dalla registrazione e scendere in spiaggia.
D:
Leggendo i crediti di "Patch Me Up", ho scoperto che Joey McClellan, chitarrista di Midlake e BNQT , ha fatto da ingegnere del suono di "Take Me Over" e "The Ointment". Ero/sono sorpresa, la tua musica non è troppo folk: voglio dire, nelle tue canzoni ci sono molte vibrazioni, sentimenti ma sei come un giocoliere su una nuvola, sei leggero come una piuma. Potrei dire che suoni "soft" ma soft pop non è la definizione giusta. Per me suoni pop chitarristico con un tocco sognante. Canzoni da tre minuti - fatta eccezione per "Karate again" - che sono easy listening (ma non in maniera negativa). Quindi, mi chiedo, quali sono le tue ispirazioni?
R:
Joey ha solo fatto da ingegnere del suono per quelle due tracce. Saresti sorpresa da quanti stili Joey suona. Amo i classici più di ogni altra cosa. The Lyrics, The Shirelles, The Ronettes, France Gall ecc.
D :
Su Youtube ho guardato il tuo set, nell'aprile 2015, al Mojo Books and Records. Stavi suonando con un percussionista/batterista. Adesso suoni da solo o con altri musicisti? Qual è la tua situazione live ideale?

D :
Quello era il mio amico Alex. Era molto tempo fa, rispetto ad oggi. Adesso sto suonando con i miei amici Pablo e Ramon. È definitivamente divertente avere un suono più pieno. Se tutto va bene, molto presto aggiungeremo un tastierista.



Monica Mazzoli

( 2019-05-30 )