Out of Time : Stories we can't forget

Nel gennaio 2012 per il mio vecchio blog Over The Wall mi facevo la storia degli Out of Time da Giuseppe Canavero : anni ottanta e una delle band più interessanti della scena neopsichedelica italiana. :

Ogni tanto è bello raccontare qualche storia, specialmente se è una di quelle storie dimenticate. Sono gli anni ottanta, è il 1983 e un gruppo di amici si diverte a suonare insieme, come tanti ragazzi ma fra loro c'è un affiatamento speciale. Nascono gli Out Of Time : Giovanni Cravero alla voce, Emilio Bavagnoli alla chitarra, Giancarlo Trabucco alla voce e chitarra, Giuseppe Napoli al basso e Giuseppe Canavero alla batteria. Gli inizi degli Out Of Time sono all'insegna delle cover : Byrds e Rolling Stones. Nel 1984 arriva, però, il primo brano originale "Have you seen the light tonight", scritto dal batterista Giuseppe Canavero. Canzone che fa da spartiacque nella discografia della band: i brani autografi diventano la colonna portante del repertorio del quintetto. Lo stesso Giuseppe Canavero (batterista) mi ha testimoniato come il gruppo si trovasse a proprio agio con pezzi inediti :

" Scrivere e suonare pezzi nostri ci sembrò più facile che suonare cover. Buttammo giù un sacco di materiale, alcune cose erano buone altre meno, ma questo ci fece crescere come gruppo, definendo il nostro suono e il nostro stile."

Gli Out Of Time cercano di farsi conoscere nell'ambiente degli addetti al lavoro, inviano un loro demo a Claudio Sorge, giornalista di Rockerilla. Fanno centro al primo colpo, Sorge chiede alla band di fornirgli un brano per la raccolta "Eighties Colours", raccolta dedicata alla scena neopsichedelica italiana. La band registra per la compilation "Have you seen the light tonight". La partecipazione a "Eighties colours " genera interesse intorno alla band e arriva un contratto discografico per la Mail Records. Nell'Agosto 1985 il gruppo registra l'album di debutto "Stories we can tell" allo studio Minirec, in quel di Torino. Fin da subito il disco è un successo di critica e pubblico underground :

"Cominciammo a suonare in tutta Italia, con alcune partecipazioni televisive e radiofoniche alla RAI, mentre il disco veniva recensito da giornali specializzati e quotidiani a livello nazionale nel migliore dei modi, non avemmo una sola critica negativa, fu un periodo fantastico, aprimmo i concerti di gruppi come Long Ryders, Dream Syndacate, Smithereens, Go Betweens, That Petrol Emotion, Giant Sand, Doctor & the Medics. La cosa bella del gruppo è che prima di tutto eravamo amici :stessa città, stesso denominatore comune, la musica", racconta il batterista Giuseppe Canavero.

La band comincia a lavorare al secondo disco, i presupposti ci sono tutti, ma qualcosa comincia a sfaldarsi: il bassista Giuseppe Napoli in seguito a problemi personali lascia la band.

"Proprio perchè il gruppo era nato tra amici pensammo che senza uno di noi non avrebbe più avuto senso continuare e ci sciogliemmo. Io e Giuseppe ( ndr. Napoli) continuammo a suonare ancora insieme per diversi anni in due gruppi paralleli : Carl Lee and the Rythm Rebels e Slep and the Red House. Con Carl Lee io e Giuseppe registrammo un disco, "Cat Food" nel 1988, il gruppo si sciolse nel 1989. Io continuai s suonare con gli Slep, mentre Giuseppe si dedicò alle colonne sonore nel cinema e alla registrazione in presa diretta fino alla sua morte, avvenuta il 24 Febbraio di due anni fa", ricorda il batterista Giuseppe Canavero.

Gli Out Of Time non esistono più ma la Area Pirata Records nel 2015 ha ristampato in CD "Stories We Can Tell".



Monica Mazzoli

( 2019-09-11 )