Il minimalismo sardonico dei Cool Greenhouse in chiave post punk

Cool Greenhouse Band

La musica dei Cool Greenhouse potrebbe provenire da qualche cassetta DIY anni ottanta. Non è così, ovviamente. Il primo singolo della band inglese è del 2018 e si chiama(va) “London/The End of the World”, conteneva già in nuce il minimalismo quasi folle di Tom Greenhouse, mente ed anima del progetto, che tra l’altro aveva già pubblicato un EP, “The Pyramid Scheme”, da solista ma sempre con il nome Cool Greenhouse. Da un po’ di tempo a questa parte, però, Tom Greenhouse si fa accompagnare da un band (formata da Tom O’Driscoll, Tom Mason, Kevin Barthelemy e Merlin Hayward) ma per fortuna continua a scrivere brani ridotti all’osso. Pezzi minimali, ripetitivi, sghembi: canzoni in chiave post punk che girano - martellanti - attorno a flussi verbosi graffianti e sardonici. Tanti i versi brillanti, roba come: “they think the end of the world/is something to be missed/but me I find that attitude/quite conservative/'cause I'm gonna get a ticket/to the end of the world” (da “The End of the World”), “Well what's better, to have a partner or to have a pet?/I dunno…” (da “Pets”) o “Y'know I'm a West Ham supporter/ Or was it Aston Villa?” (da “Cardboard man”).
Il 29 maggio 2020, quando uscirà il primo album dei Cool Greenhouse.





Monica Mazzoli

( 2020-03-18 )