Unschooling: un vortice nevrotico di chitarre post punk

Unschooling Band

Disco d’esordio pubblicato solo su cassetta, grafica di copertina arty e stravagante, bassa fedeltà a manetta, chitarre vorticose: tanti piccoli dettagli che fanno uno stile, quello dei francesi Unschooling, band nata sull’asse Rouen/Montréal/Notre-Dame-de-Gravenchon. “Defensive Designs”, uscito a febbraio 2019, è il disco post punk che tante band americane non riescono più a fare: un album senza filtri né sovrastrutture, con al centro solo la crudezza, quasi nuda, di un suono sghembo, ondivago, nevrotico. Complesso ma semplice, ripetitivo ma ipnotico. “Wet Sidewalks”, brano in apertura di lavoro e (forse) il più significativo del quartetto, è un muro labirintico di chitarre. Rumoroso, lisergico ma anche con diversi agganci melodici. Più noisy gli altri pezzi: canzoni come “Hold Me” o “Nouvel Ordre Patriarcal” sono degli assalti sonori, distorti e disturba(n)ti. Esiste però un minimo comune denominatore che accomuna tutti i brani (anche i due nuovi pezzi usciti nel 2020, “Pointed Shoes” e “NYE”): la centralità degli intrecci chitarristici nel songwriting della band. Sempre travolgenti, perfetti nell’imperfezione.



Monica Mazzoli

( 2020-03-05 )