Galya Bisengalieva - “Polygon” (One Little Independent Records, 2023)

Galya Bisengalieva Polygon Album Cover

Raccontare storie: di solito lo fanno i romanzi, i film, i cantautori. La musica di Galya Bisengalieva, compositrice kazako-britannica e leader della London Contemporary Orchestra, pur essendo strumentale, riesce però dove in tanti artisti falliscono: l’ascoltatore viene catturato dalla narrazione, ne viene quasi travolto e non è una questione da poco. Con Aralkum, suo disco del 2020, il disastro ecologico del Lago d’Aral - la scomparsa di uno dei laghi più grandi del mondo, tra Uzbekistan e Kazakistan - si materializza a livello sonoro in sei tracce suggestive, dalla forte componente immaginifica (sembra quasi di stare sul posto); con Polygon, pubblicato recentemente a ottobre 2023, la musica di Bisengalieva aumenta - se possibile - la sua carica espressiva: nei sette brani di quello che può essere definito un concept-album prende vita lo scenario post-atomico, quasi apocalittico - avvelenato dalle radiazioni nucleari per generazioni - del Poligono nucleare di Semipalatinsk, area dell’ex Unione Sovietica per test nucleari (più di 450 dal 1949 al 1989) e dal 1991 Kazakistan. Rispetto alla produzione precedente di tre anni fa, l’artista kazako-britannica ha lavorato - se vogliamo - più duramente perché Polygon suona come il lavoro di un ensemble: ricco, stratificato. Il violino, strumento principale di Galya Bisengalieva, diventa un mezzo per re-immaginare mondi musicali (classica contemporanea ed elettronica) e perno della ricerca artistica, creativa della musicista.



Monica Mazzoli

( 2023-12-30 )