HELM, “Chemical Flowers” (PAN, 2019)

Helm Chemical Flowers 2019 Album Cover

La berlinese PAN anche quest'anno ha pubblicato ottime uscite discografiche, è il caso dell'ultimo album di Helm da me recensito su Kalporz il 10 giugno 2019 :

A torto o a ragione si potrebbe considerare la musica di Luke Younger, aka Helm, fortemente cinematografica. Dipende dai punti di vista e di analisi. “Chemical Flowers” (2019), ultimo album del sound artist inglese registrato al NO Studio nella campagna dell’Essex, è, però, ben lontano dal concetto di “colonna sonora” : le otto tracce, contenute nel disco, non sono immaginifiche, non narrano, raccontano storie, bensì creano spazi, ambienti sonori partendo dagli scenari quotidiani di una società post-industriale, decadente e in piena crisi. Se già nel precedente “Olympic Mess” (2015) elementi della routine influenzano l’ispirazione atmosferica dell’architettura dei brani, in questo nuovo lavoro Younger compie un passo in avanti : “organizza” - come in un'orchestra - componenti dalla diversa natura. Le pulsazioni noise, industrial, ambient, le field recordings - manipolate e pur sempre martellanti, cupe - diventano parte di un disegno - “sound design” si potrebbe chiamare - più ampio, sfaccettato e penetrante : le parti d’archi, arrangiate da JG Thirlwell (Foetus / Manorexia / Xordox), vengono inserite nei passaggi nevralgici dello sviluppo dei pezzi e costituiscono la componente di rottura, il climax creativo, la formazione di nuove estensioni sonore. Alla fine “Chemical Flowers” è un “mondo di suoni” unico, con una vita propria, slegato dal concetto di narrazione ma che comunque si muove lungo coordinate temporali ben definite. Ad oggi la produzione più riuscita e matura di Luke Younger.



Monica Mazzoli

( 2019-07-16 )