Luke Stewart - “Luke Stewart Exposure Quintet” (Astral Spirits, 2020)

Luke Stewart Exposure Quintet

La musica di un’epoca è, anche se non sempre, specchio della società. Sicuramente negli ultimi anni l’egocentrismo sfrenato è al centro delle dinamiche, dei rapporti interpersonali. Luke Stewart, musicista (ma non solo, anche dj, promoter e molto altro) della scena jazz americana super prolifico e impegnato su più fronti musicali (MOM ^2, Irreversible Entanglements, James Brandon Lewis’s Group, Six Six, Black Myths…), compie una scelta creativa, che è quasi “politica” stante lo stato delle cose nella realtà sociale contemporanea: mette in discussione il concetto di “compositore” e “composizione” nella musica d’improvvisazione sottolineando la natura non gerarchica di quest’ultima: a fare la differenza è la (com)unione delle parti, conta la componente collettiva del suono. Il titolo scelto per l’album, “Luke Stewart Exposure Quintet”, dice tutto: non è importante chi sia il compositore, dato che stando alle parole di Stewart il compositore “è meramente l’organizzatore dell’energia spirituale dell’ensemble” e nel disco, pubblicato dalla Astral Spirits, i musicisti - Stewart (contrabbasso) è accompagnato da Edward Wilkerson, Jr. (fiati ad ancia), Ken Vandermark (fiati ad ancia), Jim Baker (piano) e Avreeayl Ra (batteria) - dialogano in maniera fluida, totalmente free: momenti corali contrapposti a passaggi solistici si incrociano formando intelaiature sonore imprevedibili dove può trovare spazio qualsiasi soluzione strumentale. Una musica fortemente d’insieme, quasi un “unicum” se si passano in rassegna le uscite discografiche degli ultimi mesi.



Monica Mazzoli

( 2020-11-01 )