Nap Eyes - Snapshot of a Beginner (Jagjaguwar, 2020)

Nap Eyes Snapshot of a Beginner Album Cover

Ripetersi all’infinito, molti musicisti lo fanno: replicano lo stesso disco, la stessa formula stilistica per anni. I canadesi Nap Eyes, formazione musicale con tre album all’attivo, sono (stati) autori di una scrittura impressionista: i colori sonori di chitarra, basso e batteria della band - sempre in primo piano rispetto al disegno strutturale delle canzoni - fluiscono in maniera quasi free nei brani registrati in presa diretta, senza filtri emotivi e di produzione. “Snapshot of a Beginner”, nato da un lavoro più massiccio in studio registrazione (insieme a Jonathan Low e James Elkington), mette al centro le canzoni (come non mai) e lo “stream of consciousness” (flusso di coscienza) narrativo di Nigel Chapman e soci. Questo quarto disco del gruppo - pubblicato qualche giorno fa dalla Jagjaguwar - è qualcosa di diverso, di differente dai dischi precedenti: il titolo, che richiama quello del libro del monaco e insegnante buddista giapponese Shunryu Suzuki “Mente zen, mente di principiante”, è una dichiarazione d’intenti con un obiettivo chiaro, quello meditativo, riflessivo. La forma mentis Nigel Chapman, autore di tutti i testi (fatta eccezione per “Mark Zuckerberg”), ha sempre un sguardo rivolto alla ricerca esperienziale: Chapman vuole essere libero di fare quello che vuole (artisticamente parlando), si sente frustrato da ciò che il mondo sembra richiedere agli individui per avere successo in un determinato ambito (per esempio, la scrittura di canzoni raffinate, la comunicazione coerente e comprensibile). L’immediatezza delle idee e pensieri musicali (e non solo) di Chapman, però, continua a venir fuori: questa importanza della forma canzone più tradizionale, mai emersa così prepotentemente nella discografia della band, è solo una nuova via comunicativa, che passa per una produzione più rotonda, pulita, ricca di arrangiamenti (si senta la stratificazione sonora di “Primordial Soup” o “Even Though I Can’t Read Your Mind”). La band acquista, forse, più personalità e con coraggio che in passato:

“Nigel, you're so scared
Of people trying to control your life and
Criticize you
Change what you do
Make you have to admit
Anyone else knows better than you do

And you don’t have an answer for everything, alright
And you don't have an answer for everything at night
It's quite a difficult game
It’s got too many rules
There's not enough players
There's only you”

(“So Tired”)



Monica Mazzoli

( 2020-03-29 )