The Sweet Enoughs - “Marshmallow” (Wondercore Island, 2020)

The Sweet Enoughs - Marshmallow

Le copertine dei dischi di molta musica exotica hanno spesso raffigurato scenari paradisiaci, sognanti, esotici e proibiti, basta pensare a “Forbidden Island” (1958) di Martin Denny o “Polynesian Paradise” (1959) di Phil Moore. L’artwork di “Marshmallow” (2020), album del progetto easy listening - The Sweet Enoughs - di Paul Bender (bassista degli Hiatus Kaiyote, band soul di Melbourne), si avvicina molto all’immaginario visivo “exotica” della seconda metà degli anni cinquanta e primi anni sessanta. La musica di Bender & Co (Simon Mavin e Lachlan Mitchell) - sia chiaro - non è da meno: i dieci brani, che forse saranno stati concepiti anche come puro divertissement, sono un tuffo in un mare languido di vibrazioni sonore eteree, idilliache. “Mysterious River Snake” e “Cerberus” rappresentano probabilmente i momenti più magici del disco, quelli più oniricamente lounge: passaggi musicali dolcemente avvolti in atmosfere, arrangiamenti space age pop. Si sogna ad occhi aperti, cosa rara di questi tempi (e non solo).



Monica Mazzoli

( 2020-09-19 )