Tré Burt - “Caught it from the Rye” (Oh Boy Records, 2020)

Tré Burt Caught it from the Rye

La tradizione folk americana sicuramente riecheggia nei brani di Tré Burt, musicista ventisettenne originario di Sacramento. Il primo nome che viene in mente è quello di Bob Dylan. Non ci sono dubbi, difficile non pensarci. Nelle canzoni di Burt, però, c'è molto altro: banale dirlo ma in "Caught it from the Rye", suo primo disco, Burt ci fa capire che fa sul serio, è un libro aperto di emozioni. Voce, chitarra, armonica e una valanga di parole cantate dalla voce graffiata del giovane artista scorrono come un fiume in piena. Testi sinceri e poetici con cui Burt si mette nudo, "And I need savin' by the grace of god/ But I know he's off creatin' /another one like me" (da “Caught it from the Rye” , la title track): “Scrivere canzoni per me è un modo per dare un senso a ciò che sta accadendo, per me in particolare, e se parla a qualcun altro o a qualsiasi altra causa, è una coincidenza” racconta Burt in un’intervista ed è difficile non credergli ascoltando la sua musica. Non sorprende quindi che la Oh Boy Records di John Prine (morto recentemente, purtroppo) a gennaio di quest'anno abbia deciso di pubblicare questa opera prima di Tré Burt perché in"Caught from it from the rye" - anche se forse in divenire - c'è già una visione precisa di suono e tanto basta per concedere un ascolto a questo esordio.



Monica Mazzoli

( 2020-06-12 )