10x2020: dieci brani del 2020 di GoingUnderground
10x2020 è una selezione di dieci brani pubblicati nel 2020: non si tratta dei migliori in assoluto, d’altronde sarebbe impossibile, nonché pretenzioso e un po’ ridicolo, fare una classifica delle canzoni e/o delle tracce strumentali più belle dell’anno appena trascorso. Si sa: le playlist, anche quando vogliono essere oggettive, finiscono per essere personali. Non potrebbe essere altrimenti. Le scelte di GoingUnderground.it: 1. Nick Storring - Pretending You and I Il termine “magia” è forse il più appropriato per definire gli otto minuti abbondanti di “Pretending You and I”: un’orchestrazione psichedelica, spirituale di sovrancisioni di parti suonate al violoncello acustico e poi elettrico. Soul nella capacità di essere contemplativo, intimista. Non a caso il titolo del brano (e un po’ tutto l’album) è un omaggio a Roberta Flack. 2. Jeff Parker - Fusion Swirl Il jazz rinato, ricontestualizzato, reso contemporaneo, vivo. La tecnologia dei sample usata al meglio: la musica altra (o dello stesso Jeff Parker) è maneggiata, lavorata, rianimata. Una visione hip hop, futuribile del fare jazz. “Fusion Swirl” è una scheggia di groove lanciato nel futuro. 3. Wendy Eisenberg - Urge “Urge” è una ballata jazz fuori dal tempo: nessuno (o quasi) potrebbe mai scrivere qualcosa di simile oggi: fanciullescamente romantica nella musica, adulta nel testo. Un contrasto nel contrasto, se si considera la natura degli altri brani di “Auto”, disco di Wendy Eisenberg, chitarrista e sperimentatrice follemente ondivaga nel suo percorso musicale: in questa sua ultima produzione discografica c’è semplicità nella complessità (e viceversa). Tante direzioni sonore e di genere (musicale, ovviamente), scritte, interpretate (in maniera realmente personalmente) e originate da un unico flusso di coscienza “narrativo-chitarristico”. Musica senza confini. 4. Stuart Moxham & Louis Philippe - Day Must Come Artigianato artistico: Stuart Moxham e Louis Philippe - diversi ma simili nel lavorare sottotraccia - ricamano intelaiature armoniche, levigate come se la forma canzone fosse un legno pregiato e forse è proprio così. “Day Must Come” è uno degli esempi più belli di “The Devil Laughs”, ultimo album dei due registrato qualche anno fa ma pubblicato solo nel 2020 e ideale seguito di “The Huddle House”(2007). Un equilibrio melodico perfetto. Pop ma anche oltre. 5. Liv.e - Lessons from My Mistakes...but I lost your Number “Lessons from My Mistakes...but I lost your Number”: un flash psichedelico di suoni e di mood sonori, emotivi. Visionario, sperimentale incrocio di generi: hip hop, soul, jazz. 6. Mong Tong - A Nambra Funk alieno e ultraterreno: “A Nambra” è il brano con le linee di basso più surreali del 2020. I Mong Tong compongono musica come se giocassero a un videogame: la composizione è la creazione di una realtà parallela, mondi sonori in altri mondi (metamusica?): cut up, loop di suoni manipolati e un utilizzo caleidoscopico di campionamenti da tv show, film e videogiochi (per l’appunto). 7. Kate NV - Tea - Full Cup Version Se la parola “pop” ha ancora un senso nel 2020, “Room for the Moon” n’è la migliore rappresentazione possibile: l’ultimo disco a nome Kate NV, progetto musicale di Ekaterina Shilonosova, è un universo colorato, giocoso, etereo, splendente e progressivo di suoni e di melodie. “Tea” (Full Cup Version) è come un sogno di mezza estate dove la voce si fa strumento. 8. El Michels Affairs, Bobby Oroza - Reasons Saper produrre significa riuscire a dare un suono ben definito a una canzone. Leon Michels, (produttore, polistrumentista e mente, anima da anni dei dischi a nome El Michels Affair), con “Reasons” di Bobby Oroza, ci riesce alla grande: la ballata del soulman finlandese (con alla spalle un buon disco d’esordio - “This Love” del 2019) è struggente, eterea (delicatissime le parti di chitarra) ma allo stesso dolcemente funk. Un connubio perfetto, la miglior collaborazione dell’anno. 9. Jahari Massamba Unit - Du Morgon Au Moulin-À-Vent (Pour Duke) Madlib e Karriem Riggins, entrambi produttori, produttori, DJ e rapper, ritornano a fare coppia. La Jahari Massamba Unit, dopo una fugace apparizione in “High Jazz” del 2010, pubblica il suo primo disco: “Pardon My French”.Tempo di spiritual jazz o di “black classical music” (così l’ha definita Phil Ranelin), anche se alla fine è sempre questione di flow: il flusso non di parole ma di musica. Una sorta di beat tape, potremmo definirlo. La lunga jam di “Du Morgon Au Moulin-À-Vent (Pour Duke)”, con i suoi nove minuti, è l’apice di questo viaggio nel suono. 10. Armand Hammer - Ramses II ft. Moor Mother, Earl Sweatshirt & Fielded “Ramses II” e la bellezza dei contrasti: in contrapposizione alla strumentale celestiale prodotta da Navy Blue e all’interludio sognante di Fielded (dream hip hop si può dire?), i versi del duo newyorkese Armand Hammer (Billy Woods e Elucid), insieme a quelli di Moor Mother e di Earl Sweatshirt, tracciano una poetica di presa di coscienza politica: “Life is anything but static, supreme mathematics Repeating numbers, cycles patterns Summers, winters Starting later, ending faster Babel question, chaos answered Wave reflected all direction”. La playlist è ascoltabile anche su Spotify a questo link.
Monica Mazzoli
( 2021-01-01 )